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Rapina con siringa in mano, configurabile l’uso di un’arma

La Corte di Cassazione sez.II penale, con sentenza n. 8092/20 del 28 febbraio, ha stabilito che è legittimo parlare di rapina a mano armata quando la vittima è minacciata con una siringa. Confermata perciò la condanna per una donna, che, a tarda sera e in un luogo isolato, ha preso di mira un uomo, facendosi consegnare 40 euro grazie all’utilizzo di una siringa che aveva estratto dalla propria borsa. Riconosciuta anche l’aggravante della minorata difesa, considerando la condizione della vittima e il contesto in cui è avvenuta la rapina.

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